Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.

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Convegno Caritas delle diocesi liguri

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Convegno Caritas delle diocesi liguri

220 iscritti ad un evento che, a cadenza biennale, la Delegazione delle Caritas Liguri organizza strappando risorse e tempo dalle proprie urgenze diocesane. Quest’anno però qualcosa è cambiato, sarà per il processo che ha accompagnato questo evento, sarà per la costituzione di un Coordinamento Regionale assegnato proprio al tema della Formazione, sarà che l’argomento trattato erano proprio i Centri d’Ascolto Caritas… sarà che tutti questi ingredienti sapientemente mescolati hanno fatto sì che il Convegno regionale tenutosi ad Arenzano il 1° marzo 2025 sia stato un vero successo. 2 anni fa a Savona, gli 80 partecipanti al precedente Convegno Regionale avevano lasciato una significativa eredità, recuperata e valorizzata in questa occasione per lavorare su un solco già esistente, calpestando un terreno non più arido, ma già dissodato, un peccato non farne tesoro. 5 le linee operative da cui il Coordinamento è ripartito per far sì che questo Convegno non fosse un approdo ma una tappa, espressione del profondo lavoro di senso che la Delegazione ligure sta portando avanti da anni: valorizzazione della complessità, chiarezza e corretta narrazione dell’identità Caritas, ruolo della Caritas nella Chiesa, advocacy e formazione. 5 filoni variegati che riescono ad intrecciarsi ed armonizzarsi nel capillare lavoro dei Centri d’Ascolto, ben 105 su tutta la regione ligure e ai quali è stato dedicato l’intero convegno del 1° marzo. Per rendere i Centri d’Ascolto protagonisti di questo processo (d’ora in poi abbreviati in “CdA”), a settembre 2024 il Coordinamento Formazione Regionale ha avviato un’indagine alla quale hanno partecipato 30 CdA, 80 volontari e 6 Diocesi. L’indagine verteva su 3 sollecitazioni, domande di senso poste a tutti i volontari coinvolti: 1) Quali fatiche incontrano oggi i CdA? 2) Quali povertà non vengono intercettate e restano fuori dai nostri luoghi di accoglienza? 2) Quali sono le ricadute di questo servizio sulle nostre comunità? Ogni Diocesi, rappresentata all’interno del Coordinamento Formazione da un referente che si è fatto portavoce dei volontari, ha adottato strumenti e strategie di indagine personalizzati e adatti al proprio territorio: focus group in presenza, incontri da remoto, padlet condivisi da remoto, questionari inviati tramite mail. Il risultato di questa indagine è diventata materia di studio per i relatori ingaggiati per il Convegno, Donatella Turri, ex Direttrice della Caritas di Lucca, attualmente consulente di Caritas Italiana e Direttrice della Fondazione per la Coesione Sociale di Lucca e il sociologo fiorentino Carlo Andorlini, docente di Progettazione Sociale presso l’Università di Firenze e già accompagnatore di processi di rinnovamento con i CdA Caritas di Savona e di Genova. I relatori sono quindi “entrati” nel clima Convegno ben prima di marzo e hanno avuto modo di capire ancora meglio come orientare il proprio intervento proprio alla luce di quanto emerso dall’indagine: un lavoro “sartoriale” che ha soddisfatto in pieno le aspettative iniziali di non realizzare un Convegno percepito come un evento altisonante e isolato, ma una tappa sentita e vissuta da tutti, dalla quale ripartire con indicazioni concrete e, soprattuto, con un gruppo-guida composto sia dai membri del Coordinamento, sia dai volontari stessi. Il 1° marzo, il Santuario Bambino di Praga di Arenzano ci ha accolti con un cielo velato che ha fatto assaporare un’anticipazione di primavera ligure, qualche pezzo di focaccia ha accompagnato le prime registrazioni all’ingresso e poi via ai saluti inziali del custode del Santuario Andrea Frizzarin, della Congregazione dei Frati Carmelitani Scalzi che ha fatto gli onori di casa insieme a Pippo Armas, Direttore della Caritas diocesana di Genova, a cui è seguita la benedizione di Mons. Andrea Parodi, Vicario Episcopale per la Carità della Diocesi di Genova e la lettura delle preghiere proposte da Don Stefano Traini e Don Luca Palei, Direttori rispettivamente delle Caritas di Chiavari e La Spezia. Poi, all’improvviso, le “trasmissioni sono state interrotte” da un inedito notiziario ambientato in un futuro molto prossimo, il 1° marzo 2028 e condotto da due giovanissimi giornalisti che davano l’annuncio della chiusura dell’ultimo CdA Caritas… dove sono finiti i poveri? La povertà è stata davvero sconfitta? E ora cosa faranno i volontari ormai rimasti orfani dei loro servizi? Una provocazione che ha strappato le risate del pubblico pur ponendo le basi per una riflessione ben più seria: i Centri d’Ascolto sono ancora “sentinelle della comunità nel territorio” come recita il titolo del Convegno (e come da Statuto Caritas) oppure il loro ruolo è cambiato? A partire da questa sollecitazione, si sono alternate sul palco quattro diverse testimonianze: Alessia Cacocciola, Responsabile dei Centri d’Ascolto della Diocesi di Tortona, ha recuperato le linee operative ereditate dal Convegno savonese del 2023 e ha presentato l’indagine condotta con i Centri d’Ascolto sulle 3 sollecitazioni; Stefano Strata e Alessandro Barabino, referenti per l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse hanno raccontato il lavoro di raccolta e analisi dati che hanno condotto negli ultimi anni e che ha portato il pubblico a conoscere, anche in termini numerici, le proporzioni dell’impegno Caritas nella regione ligure (nel 2024: 105 cda, più di 1000 volontari, 30.000 incontri di orientamento e ascolto, 236.000 interventi realizzati, 17.500 persone incontrate). In seguito, si sono susseguite le 2 voci “esterne”, Donatella Turri con un efficace e lucido contributo video registrato per l’occasione e Carlo Andorlini, che con leggerezza ha sapientemente raccontato fatiche sociali e spiragli di luce del nostro tempo. Scopo di questi contributi: assegnare un mandato chiaro e concreto per ispirare i laboratori di gruppo previsti nel pomeriggio, pensati proprio come piccoli contenitori di pensiero per i 200 partecipanti. Per fare ciò, i relatori hanno lavorato in sinergia mescolando insieme i propri stili e i propri universi culturali di riferimento restituendo una lettura sia “pastorale” (Donatella) che sociologica (Carlo) al tema di fondo: in che modo i Centri d’Ascolto sono ingaggiati nel tempo presente? Cosa c’entrano con l’impoverimento attuale? E come possono migliorare il proprio servizio? Donatella, ricordandoci che Gesù è tornato dai discepoli facendosi riconoscere dalle ferite, evitando odio e rivendicazioni, ma al contrario augurando la pace, ha salutato i Centri d’Ascolto con un mandato molto potente: sperare oltre all’evidenza, far entrare aria nuova nei nostri luoghi fisici e del cuore; inventare un tempo nuovo e sentirsi ingaggiati nel qui e ora, senza più delegare. Con il motto: “tocca a noi” ha quindi passato il testimone a Carlo che ha saputo fondere questi spunti con un approfondimento sociologico sull’impoverimento relazionale, della comunità e del senso della vita, 3 impoverimenti che permeano il nostro tempo presente e che i Centri d’Ascolto possono fronteggiare non solo perché “sono o possono essere il vero stimolo al cambiamento per tutti coloro che vivono questo processo di desertificazione umana e relazionale” ma anche perché “i CdA sono, per loro stessa natura, punti di connessione e avamposti della tenuta delle nostre comunità”. Carlo ha offerto un’inedita lettura del ruolo dei CdA, svelandone poteri e potenzialità importanti, spesso poco sentite e valorizzate: i CdA sono “avanguardie dell’ascolto”, “connettori ed elettricisti di comunità”, “rigeneratori permanenti di promozione umana” … che priviliegio e quanta responsabilità! E infine, l’esperienza del relatore si è espressa nel mandato concreto con cui ha concluso l’intensa mattinata e lasciato il pubblico libero di pranzare rapidamente e tornare poi a lavorare in 12 gruppi più ristretti: 4 gruppi hanno lavorato posando il proprio sguardo verso l’interno del proprio servizio, rispondendo a queste domande: come fare spazio ad aria nuova, quali sono i luoghi, i tempi e i modi per fare entrare un tempo nuovo dentro i nostri CdA? Altri 4 gruppi hanno invece posato lo sguardo verso l’esterno e hanno provato a riflettere su queste sollecitazioni: che cosa scegliamo di guardare? Come lo guardiamo il segno di speranza? Come mettiamo in pratica uno sguardo che guarda fuori? Infine, gli ultimi 4 gruppi hanno posato lo sguardo sul senso profondo dei CdA, riflettendo su questi spunti: da quali ferite ripartiamo? Le ferite possono essere gli impoverimenti che ci colpiscono, le nostre organizzazioni stesse? Come ripensare il senso dentro queste ferite? Date le premesse, il pomeriggio di lavoro è stato certamente impegnativo, ma i 12 gruppi sono riusciti a lavorare con molto entusiasmo e voglia di spazi di condivisione, sotto la guida di 12 facilitatori riusciti nell’arduo compito di gestire il poco tempo e guidare la conversazione verso il proprio mandato. Per rendere la chiusura dei lavori più semplice e condivisibile in fase plenaria, ognuno dei 12 gruppi è uscito dai laboratori con 3 parole chiave che sono state poi condivise ai saluti finali come sintetica traccia di lavoro per un futuro molto prossimo. Contrariamente alle aspettative, delle 36 parole prodotte, solamente una si è ripetuta due volte… ed è FORMAZIONE! Direi che siamo sulla strada giusta! Almeno per la nostra Caritas diocesana, partita per Arenzano con 30 iscritti e che da poco più di un mese ha portato a termine un altro percorso di formazione per 50 nuovi volontari! Il bagaglio di stimoli e riflessioni che ci ha lasciato questo Convegno sono ancora tutti da elaborare e ci terranno compagnia per i prossimi mesi, sia nel nostro lavoro quotidiano radicato nei singoli territori, sia a livello regionale, un contesto di lavoro inedito e complesso, ma sempre più cruciale per l’efficacia e la portata del nostro peso politico, in un momento storico talmente fragile di fronte al quale non possiamo più rimanere inerti… TOCCA A NOI! Alessia Cacocciola

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Per i candidati che hanno presentato domanda per il Bando del Servizio Civile Universale con scadenza 18 febbraio 2025, prorogata al 27 febbraio 2025, per il seguente progetto: VITA È DONO_Pavia, Vigevano, Voghera

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