Il carcere è parte della città

Lo sportello di ascolto carcere, nato nel 2012 grazie al progetto “Il carcere è parte della città”, ad oggi vede avviate varie attività.

 

Ogni gruppo avviato risponde alle richieste dei detenuti stessi, ciò significa intervenire attivamente sui bisogni concreti dell’utenza senza proporre attività che potrebbero essere accolte passivamente. Promuovere percorsi che rispondono ad un bisogno effettivo permette ai partecipanti un’adesione attiva e responsabile al percorso sia esso ricreativo, culturale o terapeutico.

Sportello di ascolto

centro ascolto carcere

Con la mission di ascoltare i bisogni dell’utenza detenuta, Fiorenza Cremaschi, ogni martedì pomeriggio, accoglie i vissuti di tutti coloro che necessitano di uno spazio di ascolto, facilitando la rete sia con gli operatori dell’Istituto penitenziario sia con il territorio nel momento in cui le richieste abbiano necessità di una concretizzazione ai bisogni pratici degli stessi. Percorrendo un “immaginario ponte sul territorio” spesso l’ascolto si estende anche ai familiari del reo che trovano in Caritas uno spazio di counseling gratuito ed attivo dal lunedì al venerdì.

Iniziative concluse:

Corso di inglese

Grazie all’impegno della Professoressa Beccari si sono tenuti due corsi di lingua inglese in due sezioni dell’Istituto, accogliendo le richieste dei detenuti.

Progetto Art-atelier

art-atellierCos’è l’arteterapia? La “coniugazione del visibile con l’invisibile”, dell’ostentato con la sfera del privato, tramite e mezzo per permettere un racconto di sé attraverso le immagini senza l’utilizzo delle parole. Cos’è l’atelier? Lo spazio fisico in cui si svolge l’attività artistica applicata ed il luogo in cui si snodano le dinamiche psichiche dell’utente e, nel caso di gruppi terapeutici, del gruppo. L’atelier deve essere per sua natura un ambiente capace di stimolare e contenere. Cosa significa fare arte terapia gruppale in carcere? Significa lavorare su un gruppo stimolando percorsi individuali. Le specificità dei soggetti diventano una risorsa relazionale e comunicativa. Con il medium artistico si lavora sull’autostima, sull’autoefficacia, sulla rappresentazione di sé e la trasformazione dovuta agli eventi (passato, presente, futuro) ed in questo percorso il gruppo funge da specchio. Dal mese di Maggio 2013 il gruppo è stato attivo nella sezione Omogenea ogni mercoledì, attraverso percorsi pittorici e di scrittura creativa i partecipanti hanno trattato i propri vissuti esperienziali condividendo la propria condizione emotiva.

Té nel deserto

te nel desertoIl gruppo avviato nel Nuovo Padiglione ad Agosto 2014 e condotto dalla sig.a Maria Angela Gaggero, volontaria dello sportello di ascolto della Caritas Diocesana di Voghera, e dalla dr.ssa Paola Fossati, referente servizi alla persona per la Agape Cooperativa Sociale Onlus, ha avuto l’obiettivo di trattare ogni mercoledì, liberi da pregiudizi e preconcetti, tematiche culturali, sociali, politiche assieme a detenuti musulmani, attraverso la lettura di giornali, libri, notizie circolanti sul web il tutto sorseggiando una tazza di té.

Yoga

Attività avviata nel mese di Agosto 2014 grazie alla disponibilità della sig.a Rachina Sherma che ogni martedì ha condotto il gruppo presso la sezione Omogenea.

Cineforum

cineforumIl percorso si è sviluppato nel corso del 2013 su tutte le sezioni dell’Istituto penitenziario grazie all’impegno del dr. Massimo Pilla, esperto di cinema e cultore di filosofia. Il programma filmico si è strutturato secondo delle tematiche atte a creare spazi di riflessione sia verbalizzata al termine di ogni visione, sia tramite scritti critici al fine di sviluppare comunicazione tra i gruppi coinvolti.

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